A chi rivolgersi?

Consulta la mappa degli indirizzi utili.

area soci

Area riservata

Per comunicare...

Esplora gli strumenti che ti offriamo.

CONSIGLI DI NOI GENITORI PER LE SCUOLE SUPERIORI

Oltre alle indicazioni sul nostro sito e ai testi che troverete segnalati, ci permettiamo di fornirvi qualche informazione nata dall'esperienza che i nostri ragazzi hanno fatto e stanno facendo nelle scuole medie superiori. Questo "pezzo" della vita scolastica è particolarmente delicato sia per il maggior impegno richiesto agli studenti sia perché coincide con una fase della vita, l'adolescenza, nel quale sembrano concentrarsi i maggiori problemi per i ragazzi AS che sono prevalentemente di "socializzazione".

La SA è un disturbo neurologico che appartiene nelle classificazioni ai Disturbi Generali dello Sviluppo, in cui rientra anche l'Autismo. Alcuni studiosi lo fanno "coincidere" anche con il cd Autismo ad Alto Funzionamento (HFA), mentre altri lo considerano una patologia a sé stante. La nostra associazione si rivolge a chi ha avuto sia l'una che l'altra diagnosi, oltre ai molti che purtroppo non ne hanno mai avuta una, visto che sono da poco studiate e nel nostro Paese ancora meno.

La "differenza" è, grossolanamente, relativa alla più o meno marcata presenza di caratteristiche "autistiche" e anche in alcuni casi ai livelli cognitivi (i cd QI) raggiunti. Tale distinzione non è affatto importante dal punto di vista degli approcci educativi che sono i medesimi e che vanno "calibrati" sulle capacità, le potenzialità e il carattere di ogni ragazzo. I ragazzi AS o HFA presentano un QI "normale" e, in alcuni ragazzi, esso è addirittura superiore alla media. Ciò non esclude nessuno di essi dal rischio di insuccessi scolastici e da difficoltà di apprendimento.

Cercheremo di sintetizzare le caratteristiche dei nostri ragazzi. E’ importantissimo che però teniate conto che esse spesso non si presentano “tutte insieme” nello stesso soggetto e che la “gravità” di certi sintomi o, al contrario, i “punti di forza” possono variare da individuo ad individuo.

La caratteristica su cui porre particolare attenzione è il deficit nell’area della comunicazione e della relazione. Vi invitiamo a valutare attentamente quest’aspetto non solo perché compromette la socializzazione, in particolare con i coetanei, ma anche perché influisce sui meccanismi dell’apprendimento scolastico che sono basati sul rapporto docente/discente, sull’acquisizione di “linguaggi specifici”, sulla “comprensione” dei messaggi espliciti ed impliciti, sull’emulazione, sulla capacità di “riconoscere” le richieste (anche “implicite”) dei docenti e i criteri di valutazione delle competenze e delle abilità acquisite.

Abbiamo diviso le caratteristiche in “debolezze” e “punti di forza”. Inutile sottolineare a chi s’intende di didattica che la distinzione risponde a necessità di classificazione ma che una difficoltà può anche divenire un vantaggio e viceversa.

 

DEBOLEZZE
· tendenza ad isolarsi, estraniandosi dal gioco, dalla conversazione, dalle relazioni con gli altri, attratti da altri interessi o, apparentemente, distratti: l'interazione sociale può essere pressoché nulla;

· incapacità di interagire verbalmente in modo efficace: eloquio incerto, tono monocorde, livello di voce inadeguato al contesto, scelta degli argomenti fatta in base ai propri interessi e senza tener conto della ricaduta sugli altri.
· approccio non verbale inadeguato: gestualità carente, mancanza di contatto oculare, postura rigida e inespressiva.


· incomprensione delle regole “non scritte” del vivere sociale. Le conseguenze nei rapporti con i coetanei sono evidenti (nell’adolescenza i “codici non scritti” del gruppo sono particolarmente diffusi). Nella vita più prettamente scolastica ciò può voler dire ad esempio non comprendere, ad esempio, l’”importanza” di una prova di valutazione rispetto ad un'altra, il “peso” che un docente dà a determinati

comportamenti/atteggiamenti o a determinati argomenti di studio rispetto ad altri ecc.;

· mancanza di empatia (difficoltà a comprendere e condividere le emozioni altrui). Può voler dire anche che non si “capisce” se un docente “scherza” o, al contrario, “sta facendo sul serio”;

· bassa soglia di tolleranza della frustrazione che rende difficile accettare fallimenti e porta alla auto esclusione (con conseguente isolamento depressivo o anche aggressività)

· la goffaggine motoria, la mancanza di coordinamento, disabilità nella cd “manualità fine” (grafia incerta, difficoltà in alcuni passaggi del disegno o di esercitazioni pratiche ecc.);

· i disturbi sensoriali (prevalentemente uditivi, con eccessiva sensibilità ai rumori forti e improvvisi, ma anche olfattivi e gustativi, che ostacolano la condivisione di esperienze). Può essere difficile percepire i “messaggi” degli insegnanti se i compagni chiacchierano o in situazioni di “sovrastimolazione” come ad esempio durante una visita ad un museo o ad un monumento ecc.;

· le difficoltà di concentrazione, di attenzione e controllo della situazione, che rallenta e rende inefficaci le reazioni agli stimoli;

· la scarsa autonomia personale (difficoltà a ricordare oggetti e compiti, a tenere in ordine i quaderni e i libri ecc.);

· l'ansia. Questo rende particolarmente impegnative le prove di valutazione che andrebbero diversificate per permettere al ragazzo di “dare prova” delle proprie abilità e competenze (interrogazioni orali, dal posto, domande scritte aperte o chiuse, correzione dei compiti a casa, inviti diretti a rispondere o a porre quesiti durante una spiegazione, ricerche, approfondimenti ecc.);

· la difficoltà a comprendere linguaggi specifici, come espressioni gergali, modi di dire e così via. Questo, nell’attività scolastica, comprende anche la difficoltà a “decodificare”, ad esempio, le domande e le richieste dei professori. Bisogna sempre accertarsi che la “domanda” sia stata compresa: possono essere utili esempi (indica con una croce la risposta giusta, oppure piccoli esempi di svolgimento dell’esercizio) o porre più domande conseguenti (ad esempio: “quanti sono i re di Roma? Quali sono? Parlami del primo/secondo eccetera). Molte volte, in particolare nei libri di testo, si dà per acquisito un linguaggio che il ragazzo non conosce perché avulso dai suoi interessi o dalla sua esperienza pratica. Per esempio, in un libro di storia può essere usato il termine “borghesia”, supponendo, implicitamente, che si conosca (pressappoco) il concetto. Ricordiamo che questi soggetti non imparano “intuitivamente” ma analiticamente e ritengono di non “capire” se non padroneggiano perfettamente l’argomento.


· le paure (paura dell'acqua, delle situazioni di rischio...);

· l'attaccamento alle routines che spinge al rifiuto di circostanze nuove ed impreviste. Un cambiamento dell’orario scolastico o dell’aula può influire in modo “esagerato” sull’umore del ragazzo;

· la difficoltà di rapido riconoscimento di visi sconosciuti (prosapoagnosia). Ciò può voler dire in alcuni casi che questi ragazzi necessitino di tempo per memorizzare i volti dei compagni e dei professori o che non salutino un professore fuori dall’aula perché lo “riconoscono” solo nel contesto classe;

· difficoltà di’ “astrazione” o “generalizzazione” cioè di applicare regole e informazioni, che sembrano acquisite, per risolvere situazioni o problemi “nuovi”. Ciò può voler dire che il ragazzo è in grado di applicare, ad esempio, una regola di matematica in una tipo di problema, ma non in un altro in cui è richiesta la medesima regola (esempio sa rispondere a “Calcola l’area di un quadrato” ma non a “Quale sarà l’area del tavolo? Dove il tavolo è quadrato, ma è detto in una parte precedente del problema). Dobbiamo sottolineare che questa è una questione piuttosto complessa e sfaccettata. Per esempio, in alcuni campi, inerenti gli “interessi speciali” (v. più avanti) il ragazzo è in grado di acquisire anche elevati livelli di problem solving, mentre in ciò che esula dai suoi interessi può apparire particolarmente disarmato. Altre volte quella che appare una difficoltà di “generalizzazione” è solo un fraintendimento di un linguaggio specifico o una non conoscenza del contesto all’interno del quale è posto il problema (ad esempio, avrà difficoltà a risolvere un problema di matematica “ambientato” in un cantiere edile o nello studio di un commercialista . Si “concentrerà sul fatto che non sa cosa sono questi ambiti, invece di concentrarsi sulla risoluzione del problema. Non comprenderà che è un “pretesto”.

 


PUNTI DI FORZA

· Memoria. Questi ragazzi possiedono, generalmente, un’ottima memoria specie se l’argomento è di loro interesse. Memoria per nomi, date, suoni, situazioni, episodi, e anche una buona memoria visiva. Non è solo un semplice “meccanismo”, ma la conseguenza, secondo noi, della loro capacità di concentrazione su “pezzi del mondo” di cui amano conoscere ogni aspetto. E’ un’area d’abilità che nel campo scolastico può essere “sfruttata” con buoni risultati, evitando i timori che “ripetano a pappardella” (cosa non disdicevole comunque per temi e argomenti per loro particolarmente “ostici”). Anche se possono dare quest’impressione, la maggior parte delle volte, vuol dire che hanno approfondito l’argomento, altrimenti non si sentirebbero abbastanza sicuri per esprimersi, sia pure a “pappardella”;

· Abilità e interessi “specifici”. E’ noto che questi giovani sono in grado di acquisire abilità particolari (calcolo, disegno, memorizzazione ecc.) e di giungere a livelli di competenza notevoli su argomenti di loro interesse che possono essere i più diversi (dagli animali al cinema alla storia alla geografia dall’algebra alla geometria). Oltre a valorizzare queste abilità e conoscenze, esse si potrebbero “sfruttare” per avvicinare questi ragazzi ad altre materie e argomenti (le facciamo un esempio “limite” che in un caso ha avuto successo. Sfruttando la sua passione per i fumetti, è stata proposta (con successo) ad un nostro ragazzo l’economia “a fumetti” , sfruttando una pubblicazione di un noto quotidiano economico. Naturalmente è stato il primo passo per avviarlo ad uno studio più “adeguato”.

· Applicazione. Questi ragazzi, se adeguatamente motivati, sanno applicarsi con particolare intensità e possono ottenere risultati sorprendenti.
· Approfondimento. Nei loro “interessi speciali” questi giovani riescono ad arrivare a inusuali livelli d’approfondimento. Anche questa propensione può essere “sfruttata” indirizzandola su contenuti scolastici.

· Rispetto delle regole. L’attaccamento alle routines ha anche quest’aspetto “positivo”. Le regole servono ai nostri ragazzi per orientarsi in un mondo che appare loro estremamente confuso. Rispetto ai coetanei adolescenti, questi ragazzi sono in grado di “imparare” più facilmente le regole del vivere civile. Lo svolgimento dei compiti a casa in maniera regolare e precisa (sempre che il ragazzo sia riuscito a comprendere “ciò che deve fare”) dovrebbe essere tenuto in debita considerazione nella valutazione dello studente. E’ ovvio che il contesto scolastico non dovrà dare segnali contraddittori (la regola c’è ma non la si rispetta). Ragione per cui, proseguendo nell’esempio dei compiti a casa, questi dovrebbero essere controllati e corretti con una certa regolarità.
Infine, vogliamo sottolineare, che è nel rapporto con gli altri e con i coetanei in particolare, che si concentrano le più gravi “insufficienze” dei ragazzi Asperger e HFA. La scuola dovrebbe lavorare soprattutto su quest’aspetto. Non dovrebbero mancare, ad esempio, nell’attività scolastica momenti di socializzazione “guidati” (gite, uscite, visite, spettacoli teatrali, gruppi di studio eccetera). Sicuramente non è né possibile, né augurabile, che si “forzino” degli adolescenti ad “occuparsi” del proprio compagno. Ma se questo compagno sarà aiutato da un’organizzazione scolastica adeguata ad acquisire la maggiore autonomia possibile, a mettere in risalto le sue capacità e, perché no, anche certe sue caratteristiche “anticonformiste” (come non seguire pedissequamente le mode giovanili del momento), egli si sentirà “meno diverso” dagli altri e così sarà percepito.

SINDROME DI ASPERGER: BAMBINI, FAMIGLIE, SCUOLA - PROGETTO DI VITA

A.A. 2009/2010 - Università di Genova - Facoltà di Scienze della Formazione - Corso di Laurea in Esperto in Processi della Formazione - Tesi di Laurea

Apies: comunicare attraverso la rete

A.A. 2009/2010 - Università degli Studi di Torino - Facoltà di psicologia . Corso di Laurea Magistrale in Scienze della mente - Tesi di Laurea Magistrale

Communication Shutdown - Il 1° novembre stop a Facebook e Twitter in favore delle persone con autismo

È certamente innovativa e animata da persone di tutto il mondo la campagna
globale lanciata da più di quaranta associazioni - tra le quali anche
Autismo Europa - vera e propria "sfida" ai tantissimi utenti di social
network come Facebook e Twitter, ai quali si sta chiedendo di fare a meno
dei loro profili per un giorno ed esattamente il 1° novembre prossimo.
Alla base di tutto vi è il concetto fondamentale che la comunicazione
sociale sia uno dei maggiori problemi delle persone affette da autismo.
Oltre quindi alla raccolta fondi, l'obiettivo è che tanti social
networkers di tutto il mondo - restando per un giorno senza mezzi di
comunicazione - possano avere per lo meno una vaga idea di cosa sia
l'impossibilità di riuscire a comunicare un bisogno, seppure minimo.

Molte associazioni di tutto il mondo, insieme a vari personaggi famosi,
sono protagoniste - in questo mese di ottobre - della grande campagna
globale denominata Communication Shutdown ("Stop alla comunicazione"),
vera e propria "sfida" ai miliardi di persone frequentatrici di social
network quali Facebook e Twitter a fare a meno dei loro profili per un
giorno, esattamente il 1° novembre prossimo.

Communication Shutdown, come detto, dal 1° ottobre sta incoraggiando gli
utenti di Facebook e Twitter a fare una donazione, ricevendo in cambio una
charity app, o CHAPP - letteralmente "applicazione caritatevole" - che
segnalerà il loro supporto alla causa e l'intenzione di spegnere i social
network il primo giorno di novembre. Per una donazione di 5 euro, la CHAPP
si connetterà con gli account degli utenti di Facebook e Twitter, postando
un'icona sulla foto del profilo che indica la partecipazione all'evento e
il conto alla rovescia dei giorni mancanti a quello stabilito. Inoltre,
nel sito Internet della campagna (https://communicationshutdown.org), è
già raffigurato un mosaico di tutte le foto dei profili delle persone che
partecipano all'evento.

«In Italia - spiegano i rappresentanti di Autismo Italia - ci sono oltre
quattordici milioni di utenti di social network e globalmente più di due
terzi della popolazione sono iscritti. Per questo la campagna di raccolta
fondi ha scelto questo mezzo per comunicare, fungendo così anche da
esperimento sociale, per vedere in quanti parteciperanno. La CHAPP fornirà
delle informazioni agli utenti riguardo alle proprie abitudini nei social
network, dando loro una vista panoramica sul come e quanto li usano».
Una campagna di raccolta fondi, dunque, certamente dalle caratteristiche
innovative e realmente animata dalle persone.

Aiutateci a passare la voce, contiamo sul vostro aiuto. Spedite un
messagio e-mail a tutti i vostri amici e chiedete di unirsi e di spedire
un e-mail ai loro amici. Andate su http://facebook.com/CommShutdown e
invitate i vostri amici a unirsi all'evento. Oppure potete condividere un
link su Facebook o Twitter dal vostro sito web. E' straordinario cosa
possiamo fare con la forza della gente!

Grazie! Apprezziamo il vostro aiuto nel fare la differenza per le persone
con autismo.

Sito web ufficiale della campagna
https://communicationshutdown.org/

Spot video della campagna:
http://www.youtube.com/watch?v=pe6i4AEdsRs&feature=player_embedded#at=17
 

fumetto sulla Sindrome di Asperger

Adattamento del fumetto originale.

Si ringraziano: Francesco T. Thomas T. e R. Brash.

IX CONGRESSO INTERNAZIONALE DI AUTISM EUROPE - CATANIA 8-10 OTTOBRE 2010

catania.jpg

Qui il dépliant, il programma, e l'elenco dei relatori principali

Sono stati richiesti i crediti formativi ECM per le seguenti professioni:
-Medici, NPI, Psichiatri,
-Psicologi,
-Educatori professionali,
-Logopedisti,
-Terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
 

Qui la scheda di iscrizione da inviare on-line

 
La traduzione  in italiano sarà disponibile in tutte le sessioni del Congresso, workshops ed eventi paralleli.

NAPOLI - 23/24 OTTOBRE - Evento formativo "La sindrome di asperger e disturbi generalizzati di sviluppo ad alto funzionamento: diagnosi, abilitazione, esperienze"

L'evento è organizzato  con il Patrocinio del GRUPPO ASPERGER ONLUS

Sono previsti Crediti Formativi per: neuropsichiatra infantile - psicologo - educatore professionale - fisioterapista - logopedista - terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva - terapista occupazionale.

Qui la brochure dell'evento inizialmente previsto per il 25/26 settembre.

Seminario a Subiaco (Roma) venerdì 10 - sabato 11 settembre 2010

Presiedute da Donatella Palumbo Gidaro, le due giornate di lavoro saranno aperte (venerdì 10) da Carlo Hanau, docente di Programmazione e Organizzazione dei Servizi Sociali e Sanitari all'Università di Modena e Reggio Emilia, che dopo aver presentato una panoramica sulle caratteristiche e le tipologie dell'autismo e dei disturbi generalizzati dello sviluppo, si soffermerà anche su accessibilità, costi ed evidenza scientifica degli interventi terapeutici.
Successivamente, la psicologa e psicoterapeuta Flavia Caretto - docente all'Università di Roma Tor Vergata - parlerà di diagnosi, intervento precoce, intersoggettività e abilità sociali, Comunicazione Alternativa e Aumentativa (CAA) e dei servizi nella presa in carico di bambini e ragazzi con autismo.
Relatore per la giornata di sabato 11 sarà infine Marco De Caris, psicologo e psicoterapeuta, docente all'Università dell'Aquila, che tratterà varie importanti questioni, tra cui quelle riguardanti il trattamento e l'educazione, la segnalazione precoce e l'accompagnamento delle famiglie come ruolo essenziale dei Servizi Educativi per la prima infanzia, concludendo con la presentazione di un modello di presa in carico precoce, intensivo e strutturato.

In allegato l'opuscolo del seminario.

Per ulteriori informazioni:
ANFASS Subiaco Tel. 0774/83523 - Fax. 0774/83523
SEDE DEL SEMINARIO: PIAZZA SANT'ANDREA NO. 2
ORARI: VENERDIì 10, DALLE 8:30 ALLE 17:30 - SABATO 11: DALLE 8:45 ALLE 17:30.

Notizie dal web

Una selezione di ciò che giornalmente si scrive nel mondo sulla Sindrome di Asperger:
- un panorama
- scegli tu la fonte

Diventare soci

Vuoi diventare socio del Gruppo Asperger?
Iscriviti o rinnova la tua iscrizione

Rss

Calendario

«  
  »
L M M G V S D
 
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31
 
 
 
Add to calendar