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PROGETTO SPEAKUP: tutelare bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico (DSA)

Progetto europeo sull'abuso e maltrattamento di bambini e adolescenti considerando varie forme di violenza compreso il bullismo.

Informazioni a questo link

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Bullismo e spettro dell'Autismo

Articolo sul bullismo scritto dal Vicepresidente del Gruppo Asperger onlus e pubblicato sul Dossier N°23 della rivista svizzera Autismo Oggi curata dalla Fondazione Ares:
Bullismo e spettro dell'Autismo, Autismo Oggi N° 23 novembre 2012

Siti istituzionali sul bullismo
www.smontailbullo.it Campagna nazionale contro il bullismo promossa dal MIUR
www.no-bad.it Campagna contro bullismo, alcol e droghe promossa dalla Regione Lazio

GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA PER PERSONE CON SINDROME DI ASPERGER

copertina-mar-segar

La Cooperativa LEM ( www.lem.coop ) ha curato la traduzione della
GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA per persone con Sindrome di Asperger
il cui testo originale, pubblicato nel 1997, è stato scritto da Marc Segar, ragazzo inglese con la Sindrome di Asperger, mancato in un incidente d'auto a soli 23 anni.

Per richiederlo, clicca qui:

 Leggi qui la recensione del libro pubblicata sulla rivista "Autismo e disturbi dello sviluppo" delle Edizioni Erickson e la recensione uscita sul Bollettino dell'ANGSA.

Opuscolo "Chi ha paura dello spettro?"

Chi ha paura dello spettro?

Il GRUPPO ASPERGER ONLUS ha il piacere di presentare l'opuscolo "Chi ha paura dello spettro?" realizzato in collaborazione con LEM APS  con l'intento di offrire un primo ma significativo approccio alla Sindrome di Asperger.
Qui le informazioni per farne richiesta.

GIOCO DA TAVOLO PER BAMBINI CON SINDROME DI ASPERGER - premitata un'idea italiana

GIOCO DA TAVOLO PER BAMBINI ASPERGER:

premiata un'idea italiana

Il gioco, denominato Kikkerland, ha partecipato ad un concorso internazionale organizzato da INDEX, un' organizazione di reti no-profit, che si interessa di progetti che migliorano la vita. E' stato ideato da Ginevra Tomei, sorella di una ragazza Asperger (e figlia di soci della nostra associazione), in collaborazione con Giorgio Munafò, psicologo. La supervisione è stata curata della dssa Flavia Caretto, U.O. di NPI Università di Tor Vergata (Roma)"

informazioni e suggerimenti per ...principianti

Criteri di scoperta degli "Aspies"
(così all'estero si chiamano tra loro gli Asperger)

Da includere in un Manuale delle Scoperte delle Persone,
inesistente ma che sarebbe necessario…
di Carol Gray e Tony Attwood
Traduzione e adattamento francese Chantal Tréhin

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A. Presenta un vantaggio nella qualità delle interazioni sociali, come testimonia la maggior parte dei seguenti elementi:
· La relazione con i coetanei è caratterizzata da una lealtà assoluta e lo fa essere totalmente degno di confidenza.
· Assenza di sessismo, di "discriminazione per età" o di sotterfugi culturali; capacità di prendere gli altri per quello che sono

Una ricerca sulla integrazione dell’handicap

di Paola Maria Fiocco

da http://www.educare.it/Handicap/ricerche/fiocco/handicap_e_scuola.htm
(HANDICAP E SCUOLA)

Osservazioni dal presente (2001)
Questo lavoro di ricerca epistemologica potrebbe essere anche intitolato «Contributo ad una corretta integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap». E non solo perché corrispose ad un lavoro empirico di valutazione condotto in un circolo - il primo della città di Padova - nel quale erano in atto inserimenti di bambini portatori di handicap in classi normali ed in situazione di sostegno. Ma anche e soprattutto perché esso descriveva, motivandolo e fondendolo in modo serio e circostanziato, uno dei primi tentativi di applicare alla sfera dell’azione metodologie scientifiche accreditate sul piano teorico, cercando di superare concretamente il tradizionale distacco tra ci? che viene affermato e ci? che viene praticato.

L'insegnante di sostegno e il bambino con AS: il punto di vista dei genitori

Laura Imbimbo - Maria Fruci

(intervento tenuto al Convegno Erickson di Rimini nell'ottobre 2003)

Il Gruppo Asperger onlus nasce su un apparente paradosso: il riconoscimento di un handicap. Il riconoscimento della “diversità”, necessario per poter sperare e lavorare per un futuro possibile. La Sindrome di Asperger e/o il cosiddetto Autismo ad Alto Funzionamento è una “malattia” solo da alcuni anni . I genitori, le famiglie, gli stessi Asperger vivono nella solitudine e nell’angoscia la difficoltà ad “essere normali” chiedendosi di chi sia la colpa, dove si sbaglia, cosa è successo, quando è cominciata…

IL METODO GREENSPAN

Patricia Stacey

Greenspan, un neuropsichiatra infantile, ha trascorso 16 anni al National Institute of Mental Health, e i suoi studi hanno portato ad una nuova filosofia dello sviluppo emotivo – per la quale ha vinto l’Ittleson Award, il più alto onore dell’American Psychiatric Association per la psichiatria infantile. Durante gli anni al NIMH, Greenspan ha elaborato sofisticati criteri per la comprensione e la definizione della maturità emotiva ed ha iniziato a mappare le sue fasi. Ha condotto ricerche sul modo in cui viene elaborata nella prima infanzia l’enorme quantità di informazioni sensoriali che ogni giorno ci raggiungono. Ha progettato un modello terapeutico col quale ci si propone di aiutare bambini con problemi diversi. Lo ha chiamato D.I.R. (un modello basato sullo sviluppo, la differenza individuale e la relazione)o, informalmente, “floor time” e ha presentato questo suo approccio al grande pubblico nel libro “The Child With Special Needs” nel 1998. Il Floor time richiede il coinvolgimento dei genitori. Si pone enfasi sulla relazione, il divertimento, la gioia, e il metodo trae forza dalla capacità dei genitori di indurre il bambino a “funzionare” a livello cognitivo e motorio ad un livello molto superiore rispetto al solito.

L'ORIENTAMENTO DEGLI ALUNNI IN DIFFICOLTÀ DOPO LA SCUOLA MEDIA

di Luciano Pasqualotto
pubblicato su "TuttoScuola", Anno XXIII, n. 370, 1997

In tutte le scuole dell'obbligo, vi sono alunni affetti da deficit ed handicap. Giunti in terza media, per genitori, docenti ed operatori dei servizi si pone, spesso in modo drammatico, il problema: "che fare?". Su questa difficile scelta pesano diverse questioni.
La principale è probabilmente legata alla possibilità che venga a mancare quell'ambiente fatto di relazioni con i compagni nel quale hanno faticosamente costruito la propria identità personale: si teme venga meno l'integrazione con coetanei normodotati. Inoltre gli educatori si preoccupano che, nel passaggio ad un'altra istituzione, non vadano dispersi i molti sforzi compiuti.

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