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CERCASI PERSONE DI ETA' DA 18 A 30 ANNI CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO PER STUDIO DI RICERCA EUROPEO

 

L'Università Campus Biomedico che si è rivolta a noi per cercare volontari con età compresa tra i 18 e i 30 anni che vogliano partecipare ad uno Studio Longitudinale di Ricerca Europeo sui fattori di rischio nello sviluppo cerebrale e nel comportamento sociale.

Nella "Guida per il Partecipante", redatta dal Team in cui sono indicate modalità di partecipazione e rimborsi spese previsti, oltre ai riferimenti telefonici ed email del Referente, dr Roberto Sacco, a cui rivolgersi per maggiori informazioni.

Il dr Sacco ci ha specificato che potranno essere valutate anche diagnosi dove non sia specificamente riportata la dizione " Sindrome di Asperger" o  "Autismo" o "Disturbo dello Spettro Autistico", tenuto conto che purtroppo nel nostro Paese non è ancora usuale che gli specialisti dedicati a questa fascia di età siano adeguatamente competenti. E, altresì, casi "senza diagnosi", ma con "forti sospetti".

Partecipare alla ricerca comunque fornirebbe a tutti analisi (anche genetiche) e test specifici che normalmente non vengono effettuati  dalle strutture sanitarie predisposte.
 

L'AUTISMO E LE VACCINAZIONI

Articolo a cura di Donata Vivanti, presidente dell'associazione Autismo Italia e vicepresidente dell'EFP (European Disability Forum )

ABSENCE OF EMBODIED EMPATY DURING PAIN OBSERVATION IN ASPERGER SYNDROME

Minio-Paluello I*°, Baron-Cohen S°, Avenanti A*, Walsh V^, Aglioti SM*.
ABSENCE OF EMBODIED EMPATHY DURING PAIN OBSERVATION IN ASPERGER SYNDROME.
Biological Psychiatry. 2008 Sep 22.

*Dipartimento di Psicologia, Sapienza, Università di Roma; Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fondazione Santa Lucia, Rome, Italy; °Autism Research Centre, University of Cambridge, Cambridge, ^Institute of Cognitive Neuroscience, University College London.

CONTESTO: La sindrome di Asperger (AS) è una condizione del neurosviluppo appartenente allo spettro autistico, caratterizzata da specifiche difficoltà nella comunicazione, nell' interazione sociale e nell' empatia, la quale è essenziale per la condivisione e la comprenzione delle emozioni e delle sensazioni altrui. Sebbene una ridotta empatia venga considerata una caratteristica centrale delle condizioni appartenenti allo spettro autistico (ASC), mancano evidenze neurofisiologiche dell'esistenza di deficit empatici precedenti alla capacità di mentalizzare e di adottare la prospettiva altrui.
Abbiamo esplorato se la risposta corticospinale delle persone con AS durante l'osservazione del dolore altrui differisse da quella dei partecipanti neurotipici di controllo, e quale fosse il ruolo modulatorio esercitato dall'esperienza fenomenologica del dolore osservato e dai tratti di personalità.
METODI: Sedici uomini destrimani con AS (età 28.0 +/- 7.2 anni) e venti controlli neurotipici (età 25.3 +/- 6.7 anni) appaiati per età, genere, e QI, hanno ricevuto stimolazione magnetica transcranica a singolo impulso (spTMS) durante l'osservazione di stimoli dolorosi e non dolorosi che coinvolgevano un altro individuo.
RISULTATI: Durante l'osservazione del dolore altrui, i partecipanti con AS, al contrario dei partecipanti neurotipici di controllo, non hanno mostrato alcuna riduzione dell'ampiezza dei potenziali evocati motori registrati dal muscolo coinvolto in modo vicario dalla stimolazione dolorosa, nè la loro risposta neurofisiologica era correlata con le caratteristiche sensoriali del dolore immaginato. I partecipanti con AS infatti, hanno rappresentato il dolore dell'altro in relazione all'arousal auto-diretto sperimentato durante l'osservazione dei video dolorosi.
CONCLUSIONI: Non aver trovato incorporazione del dolore altrui costituisce una prova neurofisiologica delle ridotta risonanza empatica delle persone con AS ed indica che le loro difficolta' empatiche riguardano non solo le dimensioni cognitive ma anche la risonanza sensorimotoria con gli altri. Suggeriamo che l'assenza di empatia sensorimotoria possa essere legata a cambiamenti a livelli di base dell'elaborazione neurale.

Per maggiori informazioni e richiedere copia dell'articolo scrivere ad ilaria [dot] miniopaluello [at] uniroma1 [dot] it ( Ilaria Minio-Paluello )

Testo originale:

BACKGROUND: Asperger syndrome (AS) is a neurodevelopmental condition within the autism spectrum conditions (ASC) characterized by specific difficulties in communication, social interaction, and empathy that is essential for sharing and understanding others' feelings and emotions. Although reduced empathy is considered a core feature of ASC, neurophysiological evidence of empathic deficits before and below mentalizing and perspective taking is lacking. We explored whether people with AS differ from neurotypical control participants in their empathic corticospinal response to the observation of others' pain and the modulatory role played by phenomenal experience of observed pain and personality traits. METHODS: Sixteen right-handed men with AS (aged 28.0 +/- 7.2 years) and 20 neurotypical controls (aged 25.3 +/- 6.7 years) age, sex, and IQ matched, underwent single-pulse transcranial magnetic stimulation during observation of painful and nonpainful stimuli affecting another individual. RESULTS: When observing other's pain, participants with AS, in contrast to neurotypical control participants, did not show any amplitude reduction of motor-evoked potentials recorded from the muscle vicariously affected by pain, nor did their neurophysiological response correlate with imagined pain sensory qualities. Participants with AS represented others' pain in relation to the self-oriented arousal experienced while watching pain videos. CONCLUSIONS: Finding no embodiment of others' pain provides neurophysiological evidence for reduced empathic resonance in people with AS and indicates that their empathic difficulties involve not only cognitive dimensions but also sensorimotor resonance with others. We suggest that absence of embodied empathy may be linked to changes at very basic levels of neural processing.

Pochi esami, pochi farmaci

Simona Zazzetta

da http://www.dica33.it/argomenti/malattie_rare/auti/auti4.asp

Purtroppo non esistono esami del sangue, elettroencefalogrammi, risonanze magnetiche o altri esami strumentali in grado di accertare la presenza dell'autismo. Esistono però l'esperienza degli operatori, le osservazioni dei genitori e i preziosi strumenti di valutazione dello psichiatra che nel complesso conducono con una discreta certezza alla diagnosi.
Gli strumenti diagnostici basati sull'osservazione attualmente più accreditati sono tre: la Autism Rating Scale (CARS), la Autism Diagnostic Observation Schedule-Generic (ADOS-G) e lo Screening Tool for Autism in Two-Year-Olds (STAT).

Trattamento con aripiprazolo in un adulto con disturbo di Asperger.

Staller JA.

Ann Pharmacother. 2003 Nov;37(11):1628-31.

Jud A Staller MD, Assistant Professor, Department of Psychiatry, State University of New York Upstate Medical University, 750 E. Adams St., Syracuse, NY 13210-2306, FAX 315/464-3202, stallerj@upstate.edu

CASO: Ad un individuo di 34 anni, di sesso maschile, bianco, con disturbo di As e una storia ventennale di trattamenti psicoterapeutici e farmacologici falliti, è stato prescritto aripiprazolo, con un miglioramento drammatico dei sintomi.
DISCUSSIONE: Molteplici tentativi farmacologici nel corso di parecchi anni, finalizzati principalmente ad alterare la neurotrasmissione di serotonina e dopamina, non hanno avuto buon esito a causa di effetti collaterali non tollerabili, peggioramento dei sintomi o nessuna reazione. L’aripiprazolo, con un complesso profilo di affinità per neurotrasmettitori, ha prodotto importanti cambiamenti nei sintomi. Una migliore socievolezza, una maggiore autocoscienza, riduzione di rigidità, ansia e irritabilità e ridotto interesse per argomenti esoterici circoscritti sono tra gli effetti notati.

Una valutazione retrospettiva dell’uso del risperidone in bambini ed adolescenti con disturbi psichiatrici

Simeon J, Milin R, Walker S.

Una valutazione retrospettiva dell’uso del risperidone i bambini ed adolescenti con disturbi psichiatrici resitenti al trattamento

Simeon J, Milin R, Walker S.
Royal Ottawa Hospital, Ontario, Canada.

I farmaci antipsicotici vengono utilizzati per trattare un’ampia gamma di disturbi psichiatrici caratterizzati da sintomi psicotici, aggressività, eccitazione, tic, stereotipie e iperattività resistenti ad altri trattamenti. Sfortunatamente i tipici antipsicotici presentano molti effetti collaterali che limitano il loro uso per lunghi periodi. I nuovi antipsicotici, con azione dopaminergica e serotonergica combinata come il risperidone sembrano offrire migliori profili di sicurezza ed efficacia in studi controllati di pazienti adulti e appaiono essere perciò agenti farmacoterapeutici promettenti nella psichiatria infantile.

Levetiracetam in autistic children: an open-label study

Rugino TA, Samsock TC.
Department of Pediatrics, Marshall University Joan C Edwards School of Medicine, Huntington, West Virginia, USA. drtomrug@mac.com
J Dev Behav Pediatr 2002 Aug;23(4):225-30 Related Articles, Links

Gli obiettivi di questo studio erano determinare se i bambini autistici in cura con levetiracetam (1) mostravano un miglioramento nelle aree dell’aggressività, impulsività, iperattività e instabilità emotiva e (2) mostravano una risposta nootropica. Dieci ragazzi autistici bianchi di età compresa tra i 4 e i 10 anni sono stati osservati prima e durante il trattamento con levetiracetam per una durata media di 4.1 settimane. La mancanza d’attenzione, l’iperattività e l’impulsività sono state misurate utilizzando le scale Aschenbach Attention Problems, la Conners DSM-IV Total e la Conners Attention-Deficit Hyperactivity Disorder Index, le quali hanno tutte mostrato un miglioramento statisticamente significativo. L’instabilità emotiva è stata misurata utilizzando le scale Conners Global Index (CGI) Emotional Lability e CGI Total, entrambe le quali hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo. Il comportamento aggressivo, misurato con la scala Aschenbach Aggression, ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo solo nei soggetti che non avevano recentemente interrotto un trattamento con medicinali che riducono l’aggressività (es. risperidone, carbamazepina, desipramina). Levetiracetam può ridurre l’iperattività, l’impulsività, l’instabilità emotiva e l’aggressività nei bambini autistici con questi problemi.

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