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RAGAZZA AUTISTICA VINCE RICORSO CONTRO BOCCIATURA

Dall'ANSA:
CAGLIARI, 18 Settembre.
Sara, una ragazza autistica di 15 anni, bocciata in giugno agli esami di terza media nonostante fosse stata presentata dai professori con un giudizio piu' che sufficiente, e' stata promossa ora dopo un ricorso al Ministero della Pubblica istruzione presentato dall' Associazione bambini cerebrolesi (Abc).
La vicenda - riportata sui quotidiani sardi - e' stata resa
nota dal presidente dell' Abc, Marco Espa, e dal rappresentante
dell' European disabily forum (Edf), Gian Piero Griffo, che
hanno spiegato come nel giugno scorso, al termine degli esami di
licenza media nella scuola Satta-Porcu di Quartu Sant' Elena,
alla ragazza venne dato il giudizio ''non licenziata''.
''Il pesante giudizio era stato dato perche' l' alunna
autistica - ha detto Espa - era considerata capace solo di un
apprendimento di livello inferiore e, quindi, si e' trattato di
una bocciatura giustificata solo dal fatto che Sara e' disabile.
Mentre aveva raggiunto un apprendimento che le consentiva di
superare l' esame''.
Si sarebbe trattato, per l' Associazione
Abc, di una discriminazione dovuta alla malattia, da qui la
richiesta di un intervento da parte del Ministero. Il Direttore
scolastico regionale, dopo una visita ispettiva, ha riconvocato
la Commissione d' esame che, senza dover Sara ripetere le varie
prove, ha ribaltato il primo verdetto e ha, quindi, licenziato,
ora all' unanimita', la ragazza.
''E' un passo avanti molto importante - ha aggiunto Griffo -
il primo che mi risulti avvenuto in Italia e che costituira' un
precedente da cui non si potra' prescindere. L' intervento del
Ministero e' il riconoscimento di percorsi didattici
personalizzati, come quello di Sara. Viene sancita una
uguaglianza di trattamento in cui l' alunno o l' alunna disabile
persegue obiettivi stabiliti e considerati raggiungibili nel
programma specifico pedagogico''.
LEGGI L'ANTEFATTO:
6-8-2003 La Repubblica
LA STORIA:Ha 15 anni, si esprime solo a gesti. Ma studia e i suoi prof la stimano.
Poi l´esame di terza media...
Sara, bocciata perché disabile, il suo caso finisce in tribunale
"Una gravissima lesione del diritto allo studio e un danno personale e
familiare"
di ANNA MARIA LIGUORI
Sara ha inutilmente superato l´esame di terza media. Pur avendo raggiunto la sufficienza in tutte le prove, non le è stato rilasciato il diploma di scuola media inferiore. Motivazione, nessuna. Sul foglio della scuola che attesta la "non licenza" solo una specificazione: «l´alunna è disabile». I suoi professori la promuovono, ma il commissario esterno mette il veto.
Nulla da fare.
Sara, 15 anni (il nome è di fantasia), cerebrolesa dalla nascita con
assenza di linguaggio verbale e difficoltà motorie, ma intelligente e
perfettamente in grado di comprendere, vive con i suoi a Quartu
Sant´Elena, una cittadina di 80 mila abitanti in provincia di Cagliari,
dove frequenta la scuola media statale "Satta-Porcu" di via Turati. Ha voglia d´imparare e lo scorso anno a scuola ce l´ha messa tutta. I genitori lo sanno, i professori lo hanno sperimentato. Con fatica e tra mille difficoltà, mai abbandonata dall´insegnante di sostegno, la
ragazzina va avanti. Quando i professori leggono e spiegano lei è attentissima, ricorda tutto e memorizza. I compagni fanno a gara a
ripeterle qualche volta in più i concetti appena detti. Poi l´insegnante che le sta vicino traduce le nozioni in domande scritte su cartelli:
«Quando è scoppiata la Prima guerra mondiale?», le chiede la prof
mostrandole un enorme foglio con cinque date diverse, e lei risponde.
È capace di compiere solo movimenti molto evidenti, spostare un braccio, abbassare la testa. Allora Sara allunga il braccio verso una data e non lo sposta. La risposta è esatta. In gergo tecnico si chiama "comunicazione facilitata a scelta multipla", per lei è l´unico modo per entrare in relazione con gli altri. Quei gesti sono la sua voce. Ma a quanto pare non basta.
«Dal punto di vista didattico comunica così ed è previsto dalla legge»,
spiega la mamma di Sara, che a giugno scorso era presente all´esame della figlia. «Sara è in grado di scegliere tra diverse alternative scritte riguardanti gli argomenti conosciuti. E ha dimostrato di aver appreso quanto doveva. Anche in sede d´esame è stata dunque valutata, come indicato nella relazione finale per la predisposizione della sua prove d´esame. Ce l´ha fatta ed è giusto che le venga riconosciuto». Un riconoscimento, che stando ai verbali d´esame, sembra scontato. Il 20 giugno la commissione motiva il giudizio complessivo dell´esame sostenuto da Sara: «L´alunna nel corso del triennio, ha notevolmente migliorato le
capacità di apprendimento, comprensione e socializzazione, confermate anche in sede d´esame. Le valutazioni - Prova scritta di italiano: buono.
Prova scritta di inglese: buono. Prova scritta di matematica: buono.
Colloquio orale: l´alunna nella prova orale ha dimostrato una sufficiente conoscenza degli argomenti sulle varie discipline mediante l´utilizzo di cartelloni contenenti domande a scelta multipla».
Il 30 giugno, in sede di scrutinio finale, un commissario esterno venuto da Cagliari ribalta il giudizio e la boccia. Nel documento di "non-licenza" firmato da lui,
scrive: «Alla candidata, portatrice di handicap, la commissione attribuisce un attestato di frequenza e di credito formativo». La commissione non ha potuto fermarlo. La ragazza potrà frequentare le superiori ma non avrà mai nessun titolo di studio.
Sara è iscritta all´Abc, Associazione Bambini Cerebrolesi della Sardegna, impegnata nella difesa e nella tutela del diritto allo studio e all´integrazione scolastica e sociale delle persone in situazione di handicap. La famiglia si rivolge ad un legale esperto in materia e, insieme all´Abc, mette a punto un esposto "contro l´esito finale rettificato dalla commissione d´esame". Poi lo invia al direttore scolastico della Regione Sardegna, Armando Pietralla e al ministro dell´Istruzione Letizia Moratti. Il legale intanto procede per la sua strada. «Abbiano visto i documenti e rilevato una grave incongruenza fra essi», spiega Marco Esta, vice presidente nazionale dell´Abc, «non solo c´è una gravissima lesione del diritto allo studio per Sara, nostra socia ed alunna, ma è anche un enorme passo indietro nella integrazione scolastica, con un danno oltre che personale e familiare dalla forte ricaduta sociale. Il processo di integrazione degli alunni disabili è un dovere per lo Stato italiano».
Sara però non si arrende. Ha "detto" a sua madre di voler tornare a
scuola, di voler stare tra gli altri. Ma soprattutto ha deciso di studiare anche d´estate le materie che ama di più, matematica e chimica.

Se vuoi leggere l'articolo originale clicca qui:
http://www.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=2110 PressIntegrazione è una iniziativa del
Comune di Venezia - Politiche Sociali-Educative e Progetto Lettura
Agevolata.

dall'Unione Sarda.
Un episodio avvenuto nella scuola media Porcu-Satta denunciato dall'associazione cerebrolesi

Disabile bocciata alla licenza senza un perché

Esposto al ministro Moratti e ricorso al Tar: «È un caso di discriminazione»
di Giovanni Manca di Nissa

Sulla scuola Porcu-Satta si allunga l'ombra di una discriminazione. Agli esami di licenza media una ragazza disabile è stata bocciata pur avendo superato tutte le prove scritte (Italiano, inglese e matematica) con giudizio buono. Allo scrutinio finale, però, all'unanimità la sottocommissione le ha negato la licenza media senza alcuna motivazione. Eppure anche al colloquio orale l'alunna aveva dimostrato «una sufficiente conoscenza degli argomenti sulle varie discipline» come recita il verbale degli esami.
Ora l'Abc Sardegna, associazione bambini celebrolesi, ha inviato un esposto con richiesta di ispezione sulla vicenda al Ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, al sottosegretario Valentina Aprea e al Direttore generale regionale della Sardegna Armando Pietrella
«E' un gravissimo episodio di discriminazione e di negazione del diritto allo studio quello che si è verificato ai danni della nostra associata - accusa Marco Espa presidente regionale e vicepresidente nazionale:
«All'inizio credevamo che la ragazza avesse sbagliato le prove d'esame, nonostante la mamma, presente alla prova, ci dicesse che tutto era andato per il meglio. Può capitare a tutti i ragazzini, disabili o meno. Abbiamo chiesto allora i verbali e quando abbiamo visto che erano tutti positivi abbiamo provato dolore misto a rabbia».
La quindicenne vittima di questa storia è una ragazzina che a causa delle sue lesioni cerebrali non può parlare ma, grazie all'impegno e alla cura dei genitori, come spiegano i responsabili dell'associazione, con percorsi personalizzati ha dimostrato nei fatti di avere una spiccata intelligenza.
«E' stato commessa una grave discriminazione e anche un errore dal punto di vista tecnico giuridico: - aggiunge Francesca Palmas, pedagogista dell'Associazione « Sara ha sostenuto l'esame a norma di legge per l'ottenimento regolare della licenza media. Invece il rilascio dell'attestato sarebbe stata la logica conclusione di una percorso scolastico totalmente differente».
«Come genitori organizzati di figli in situazione di handicap grave e gravissimo- continua Espa - dei quali siamo molto orgogliosi, siamo prima di tutto amareggiati. Tre anni di buone prassi, di sudore, di fatica, ma di vera integrazione scuola-famiglia buttati al vento con un giudizio superficiale e contraddetto dagli stessi verbali della prova d'esame. Chi ha i titoli per farlo deve fare un ispezione e porre rimedio ad una ingiustizia»
Se ci dovessero essere risposte soddisfacenti l'associazione è pronta a continuare la battaglia per vie legali «Siamo molto determinati. I nostri avvocati sono pronti, andremo avanti fino in fondo, coinvolgeremo i Parlamentari, procederemo con un ricorso al Tar se sarà necessario, perché vogliamo far luce sulla questione, per la ragazza e per tutti i bambini e ragazzi italiani in situazione di handicap grave che hanno affrontato queste umiliazioni. Siamo molto amareggiati come famiglie, ancora una volta dobbiamo fare una battaglia e scendere in piazza perché ad uno dei nostri cari figli è stato negato un diritto fondamentale conquistato con anni di fatiche sue e dei suoi insegnanti, solo perché è disabile grave? Solo perché c'è stato qualcuno, che dall'alto della sua esperienza, non ha creduto in lei? Già dobbiamo affrontare mille difficoltà nella nostra vita, ma.Non ci si rende conto dei danni morali e sostanziali che una tale batosta provoca in un soggetto considerato debole e nella sua famiglia?»

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