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Nasce "l'amministratore di sostegno"

dalla F.I.S.H.
Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap
c/o Faip - Via Giuseppe CERBARA, 20 - 00147 Roma
telefono 06/51605175 fax 06/5130517
E-mail: fish-presidenza [at] libero [dot] it

Il giorno 22 dicembre la Commissione Giustizia del Senato, in sede deliberante notturna, ha approvato definitivamente il DDL 375-b "Amministratore di sostegno".
La norma in questione è stata approvata dopo una lunghissima gestazione durata almeno quattro legislature.
La Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap e le organizzazioni aderenti esprimono apprezzamento per il conseguimento di uno degli obiettivi nazionali dell'Anno Europeo delle persone con disabilità Si apre una nuova prospettiva per le persone che non possono rappresentarsi da sole riformando profondamente l'obsoleto istituto dell'interdizione e offrendo opportunità per la loro migliore qualità della vita.
La nuova legge consente di limitare l'istituzionalizzazione e di costruire tutele analoghe a quelle della famiglia quando questa non può farsi carico del proprio figlio.

Il Presidente
Pietro Vittorio Barbieri

Roma 23 dicembre 2003
______________________________________________
L'Amministratore di sostegno

I punti salienti :

1. L'interdizione non è più obbligatoria.

2. Si fa avanti con forza l'idea che, per quanto sia possibile, deve essere rispettata la volontà del beneficiario (cioè del della persona a cui è affiancato l'amministratore di sostegno), tanto che l'amministratore di sostegno deve agire sempre d'accordo con il beneficiario e non può prescindere dalla sua volontà.

3. Rispetto alla scelta dell'amministratore di sostegno, il giudice tutelare (che ha il compito di controllare che tutto avvenga regolarmente) deve tener conto della volontà espressa dal genitore nel testamento, oltre che di quelle del coniuge o dei parenti entro il quarto grado.
L'amministratore di sostegno non è retribuito.

4. È da mettere in evidenza il ruolo dato alla "persona stabilmente convivente", non necessariamente un parente, la quale può essere coinvolta
in tutti gli atti giuridici che riguardano il beneficiario (può anche essere nominata amministratore di sostegno).
5. L'amministrazione di sostegno non prevede l'annullamento delle capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici (come ad es. firmare documenti, comprare, vendere) ed in ciò si differenzia dall'interdizione. L'amministrazione di sostegno è quindi una forma di protezione più rispettosa della dignità del disabile rispetto all'interdizione.

6. É il giudice tutelare a decidere e ad indicare nel decreto di nomina dell'amministratore di sostegno quali sono gli atti che questi ha il potere di compiere al posto del beneficiario e quelli in cui deve essere presente insieme al beneficiario. I poteri dell'amministratore di sostegno sono annotati a margine dei registri di stato civile, al fine di consentire terzi il controllo sull'azione dell'amministratore di sostegno. Questo rendel'istituto giuridico dell'amministrazione di sostegno, allo stesso tempo,più trasparente, perché controllabile da terzi, e più elastico, potendosi
adattare alle esigenze del singolo disabile.

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